MILAN: Belgium Design Week 2017

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06/ 02/2017 — 01/10/2017
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BELGITUDE

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06/ 02/2017 — 01/10/2017
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THE NEW BELGIANS

SALONE SATELLITE

“Finalmente la mostra di Blanchaert” (Andrée Ruth Shammah)

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Inaugurazione: 16 febbraio 2017, dalle ore 18:00

Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, Via Carlo Botta 18, Milano

Ingresso libero
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Orari della mostra : lun-dom dalle 16 alle 20 (fuori orario su appuntamento)

t. 3464178879 – mostre@bagnimisteriosi.comwww.bagnimisteriosi.com

A cura di Fondazione Pier Lombardo

 

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Il 16 febbraio 2017 inaugura ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti la mostra personale di Jean Blanchaert con opere inedite realizzate nell’arco di quarant’anni.

Più di cinquecento opere comporranno la mostra di un artista poliedrico che da sempre da’ forma, deforma, raffina e sostanzia l'(in)immaginabile, tra influenze dada, fascinazioni surrealiste, contrattempi espressionistici, assonanze comiche, contraltari semantici, caotiche casistiche umane e ritratti a tratti.

Jean Blanchaert è una molteplicità: è quella linea continua che scivolando lungo il contorno delle figure trasmuta le forme conosciute in sconosciute associazioni e metamorfosi, di bocche che cinguettano, timbri che diventano occhi, punti di domanda ora guance, lettere divenute frammenti di un universo fantastico dove le G sublimano in gocce e le A in fiori.

La linea attraversa anche corpi e diventa a tratti freccia che: lascia le vittime illese e forse inconsapevoli; prosegue la fisionomia di un mento indicando forse niente; disegna la silhouette di un corpo puntando le due estremità e facendole coincidere.

Senza sollevarsi mai dalla carta la linea ha disegnato negli anni un ritratto che è la somma di tutti i ritratti: quello dell’artista. Di questo ritratto la mostra è la dovuta immagine, come forma del magico rapsodico, complicato, trasparente, univoco, semplice, polifonico: insensato perché ricolmo di sensi. Sinestetico perché significante di infiniti significati.

In mostra saranno presentate gli inchiostri che hanno saputo disvelare le fisionomie ignote dei Santi e dei Giusti ma anche sculture in vetro e altre carte, leggerissime o grevi, dove sarà possibile rintracciare parole in libertà intrecciate a tratteggi del reale, tanto più vero quanto più inverosimile, verosimile proprio perché completamente reinventato.

Una videoinstallazione sarà il contrappunto in filigrana al ritmo delle opere, con incursioni casuali nelle apparizioni dell’artista in video, ora scultore del vetro ora Karl Marx ora maestro calligrafo ora critico d’arte ora illustratore ora antiquario ora gallerista ora santo ora profeta.

Ora, semplicemente, Jean Blanchaert.

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King of the belgians – Un re allo sbando di Peter Brosens, Jessica Woodworth

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logo-venezia-2016Orizzonti 

Belgio/Paesi Bassi/Bulgaria, 1h34
con Peter Van den Begin, Lucie Debay
v.o. inglese/fiammingo/francese/bulgaro/serbo/albanese

“Visto il periodo storico che sta vivendo il Belgio, questo film è davvero una vera perla al Lido di Venezia, che potrebbe servire a distendere una situazione che a causa del terrorismo internazionale ha davvero messo sotto pressione non solo tutta l’area del Benelux, ma l’Europa stessa: ridere a volte è davvero terapeutico.” – Repubblica

  • SINOSSI

    KING OF THE BELGIANS è un road movie in stile falso documentario su un re apatico che si risveglia nel mondo reale. Il Re Nicola III è una persona sola, che ha la netta sensazione di vivere una vita non sua. Insieme ad un regista inglese, Duncan Lloyd, incaricato dal Palazzo di ravvivare l’alquanto ingrigita immagine della monarchia, parte per una visita di Stato a Istanbul.

    Proprio allora arriva la notizia che la Vallonia, la metà meridionale del Belgio, si è dichiarata indipendente. Il Re non si perde d’animo e decide di tornare di corsa per salvare il suo regno. E per una volta, dichiara, se lo scriverà lui stesso, il suo maledetto discorso! Ma proprio mentre stanno organizzando il rientro, si scatena una tempesta solare che mette fuori uso le comunicazioni e il traffico aereo. I telefoni non funzionano più, gli aerei restano a terra. A peggiorare le cose, la sicurezza turca respinge seccamente la proposta del Re di tornare via terra. Ma il Re non ha nessuna intenzione di aspettare che la tempesta finisca. Lloyd, fiutando l’occasione di una vita, si inventa un piano di fuga talmente assurdo da prevedere abiti fiorati e cantanti bulgare.

    È così che ha inizio questa Odissea attraverso i Balcani sotto mentite spoglie, un viaggio carico di imprevisti, incontri inaspettati e momenti di pura euforia.

    • COMMENTO

      Un vulcano in Islanda erutta e tra noi nasce un’idea: mettiamo un Re belga ad Istanbul, con una catastrofe naturale e una crisi politica in atto, e poi lanciamolo in un rocambolesco viaggio a piedi verso casa, in incognito, pieno di contrattempi, rese dei conti e momenti di gioia. Ovvero, il dislocamento come essenza della commedia.

      La vera sfida è stata quella di trovare il modo di raccontare una storia così…. Il Palazzo Reale affida a un inglese, Duncan Lloyd, il compito di donare un nuovo splendore alla ormai sbiadita immagine del Re. L’obbiettivo della telecamera di Lloyd è l’unico filtro che si frappone tra lo spettatore e questi sei straordinari giorni nella vita di un Re. E che dire del Belgio, un piccolo e complicato Paese, specializzato in surrealismo e compromessi? Sicuramente l’attuale scompiglio politico nel nostro minuscolo regno è stato di grande ispirazione. Ma il tema politico rimane secondario nel film rispetto alla trasformazione interiore del Re, che inizia a gustare l’anonimato e a scoprire i propri veri desideri.

      Al fine di valorizzare l’autenticità e la spontaneità nella recitazione abbiamo spesso esortato gli attori a improvvisare,. E abbiamo ripreso le scene in ordine cronologico. Le situazioni che si vengono a creare diventano mano a mano più stravaganti, pur restando piacevolmente credibili. Tutto questo è il KING OF THE BELGIANS, un road movie in stile falso documentario su un caparbio monarca, profondamente perso nei Balcani.

      http://www.kingof.be/it

GIPI o La forza delle emozioni

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Dal 14 febbraio al 3 settembre 2017, il Museo del Fumetto di Bruxelles (Musée de la bande dessinée / Stripmuseum) e l’Istituto Italiano di Cultura Bruxelles presentano la mostra GIPI o La forza delle emozioni che espone le opere dell’illustratore e autore italiano.

Gipi, pseudonimo di Gianni Alfonso Pacinotti, nasce Pisa nel 1963. Autore di fumetti, graphic novel ma anche regista, punta ad una ricerca pittorica attraverso l’olio prima e l’acquerello poi. Il suo stile personale, originalissimo, si caratterizza per un’estrema sintesi tra avventura e realismo, in cui la cronaca e il vissuto personale entrano in scena assecondando il suo istinto.

Testi in mostra
Esterno notte, 2003
Appunti per una storia di guerra, 2004
Gli Innocenti, 2005
Questa è la stanza, 2005
Hanno ritrovato la macchina, 2006
S., 2006
LMVDM – La mia vita disegnata male, 2008
Diario di fiume e altre storie
Unastoria, 2013
La terra dei figli, 2016

Film lungometraggio
L’Ultimo terrestre, 2011 

Musée de la bande dessinée / Stripmuseum
Il Museo del Fumetto (CBBD), situato nel cuore storico di Bruxelles, riunisce in oltre 4.000 m² tutto ciò che la Nona Arte ha da mostrare. Il museo, regno dei celebri eroi del fumetto belga, tra cui TintinI Puffi, Lucky LukeGaston Lagaffe, ha dimora in un edificio in stile Liberty disegnato da Victor Horta nel 1906. Le esposizioni organizzate, la biblioteca e il centro di documentazione, non solo lo rendono un polo espositivo vivo e dinamico, ma lo inseriscono a pieno diritto tra i musei d’arte contemporanea del nostro tempo.

Una mostra del Musée de la bande dessinée / Stripmuseum
In collaborazione con Francesco Bazzana
Con il supporto della Visit Fander

Musée de la bande dessinée / Stripmuseum
Rue des Sables, 20 – 1000 Bruxelles
Aperto ogni giorno dalla 10.00 alle 18.00
Tel: +32 22 19 19 80
www.comicscenter.net
visit@comicscenter.net

Press images: www.comicscenter.net/en/press – login: comics + password: smurfs

Cristina Marella Palmieri
Responsabile Stampa e Blogger
+39 02 97 38 16 97 M +39 340 355 94 61
cristina.palmieri@visitflanders.com

13 Belgi nominati agli EUMiesAward 2017 – Premio Europeo de Architettura

lalouviere_keramis_mies2017cmaudfaivre……..© Maud Faivre / Centre Keramis à La Louvière>

Il premio europeo mira a «riconoscere e salutare l’eccellenza dell’architettura europea nei domini concettuali, sociali, culturali, tecnici ed in termini costruttivi».  Il Belgio figura oggi in buona posizione con 13 proietti nominati, dietro la Francia e la Spagna (28), Il Regno-Unito(19), la Germania e l’Italia (17), La Danimarca (16), l’Austria (15) y l’Olanda (14). Prossima tappa : la preselezione dalla giuria di 40 progetti, tra quali ci saranno i cinque finalisti, svelati durante la consegna del Premio nel prossimo maggio alla Fondazione Mies Van Der Rohe a Barcelona.

Proiezione del cortometraggio “Poubelle” di Alexandre Gilmet

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S A V E    T H E    D A T E   !

poubelle-de-alexandre-gilmetProiezione del cortometraggio “Poubelle” di Alexandre Gilmet

Il Club degli Ambasciatori della Vallonia presenta “Poubelle” (in lingua originale francese), presso l’Institut Culturel Français. Si tratta di un cortometraggio belga, selezionato per Cinéfondation al 69° Festival di Cannes (2016).

Poubelle è il film di fine studi realizzato dal giovane Alexandre Gilmet (Liegi).

Il film è la storia di Georges (Renaud Rutten), uno spazzino in collera con il proprietario di una bellissima villa che ha messo degli oggetti taglienti nelle sua pattumiera. Il collega di Georges si taglia e quest’ultimo se la prende ed impreca contro il proprietario. Quando, ad un certo punto, si apre la porta ed esce un disabile in sedia a rotelle…

Ingresso GRATUITO previa iscrizione a milano@vallonia.it 

DOVE CinéMagenta 63 – Corso Magenta 63 Milano

QUANDO Martedì 22 novembre ore 18.30

 

 

Luc Devos e Yuzuko Horigome ai concerti al Quirinale

concerto-luc-devosI Concerti della Cappella Paolina
Domenica 30 ottobre

Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Sonata per violino solo n. 3 in do maggiore BWV 1005 (1720)

  • Adagio
  • Fuga. Alla breve
  • Largo
  • Allegro assai

Johannes Brahms (1833 – 1897)
Sonata per violino e pianoforte n. 3 in re minore op. 108 (1888)

  • Allegro
  • Adagio
  • Un poco presto e con sentimento
  • Presto agitato

Yuzuko Horigome, violino; Luc Devos, pianoforte

Yuzuko Horigome è una violinista giapponese che risiede in Belgio e che insieme al pianista Luc Devos è protagonista di tournée in tutto il mondo. La più recente è dedicata al rapporto fra la musica di Bach e quella di Brahms: proprio questa sarà la chiave del concerto dedicato alla ricorrenza dei 150 anni delle relazioni diplomatiche fra l’Italia e il Giappone.