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PAESI E PERSONE: BELGIOdettaglio-Belgio-ITA

Continua con un nuovo capitolo il racconto di Paesi e Persone, il format web di Expo Milano 2015 dedicato ai Paesi Partecipanti per diffondere il loro messaggio e il tema della loro partecipazione a Expo Milano 2015 al grande pubblico. Oggi è il turno del Belgio: abbiamo chiesto a Leo Delcroix, il Commissario Generale belga per Expo Milano 2015, di raccontarci in anteprima cosa potrà vedere il pubblico dell’Esposizione Universale. Tra cucina e tecnologia, tradizione e avanguardia, ci racconta che cosa si potrà fare nel Padiglione e di quando in Italia si è cimentato con la produzione vinicola.

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Leo DelcroixLEO DELCROIX, COMMISSARIO GENERALE DEL BELGIO

Leo Delcroix nasce a Kalmthout (Belgio). È laureato in filosofia, letteratura e giurisprudenza presso le Università di Anversa e Lovanio. Dopo una carriera come professore e consigliere di amministrazione, è stato Vice Primo Ministro proseguendo ad occuparsi di affari politici generali per il partito Christen-Democratisch en Vlaams. In seguito ha diretto come Ministro della Difesa del Belgio la più importante riforma militare della storia belga. Ha anche ricoperto ruoli di responsabilità come questore e consigliere del Senato belga. Dal 2010 è Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università  di Hasselt. Nel 2008 è stato nominato Commissario per il Governo belga per l’Esposizione Internazionale di Shanghai e ha preparato, in seguito, le Expo di Yeosu e di Venlo. Dal 2013 è il Commissario del Governo belga per Expo Milano 2015.

Quale sarà l’interpretazione del Tema di Expo Milano 2015 da parte del Belgio?
Lo scopo del Padiglione belga è quello di sensibilizzare ed educare le persone rispetto alle sfide che si trovano di fronte a diversi livelli (globale, regionale e personale). Le mostre presentano ai visitatori una serie di idee che li porterà a trovare le loro risposte verso un atteggiamento sostenibile. In questo contesto, il Belgio è orgoglioso di presentare le nuove tecnologie e le migliori pratiche per la produzione di cibo che rispettino l’ambiente. Tutto questo stimolerà il dibattito su come stabilire un nuovo equilibrio tra le nostre risorse e il nostro  modo di consumare e sull’impatto delle nostre azioni sull’ambiente e sulle generazioni future. Il Belgio vuole anche condividere le sue tradizioni culinarie, non solo per mettere in luce la qualità dei suoi prodotti, come la birra, il cioccolato e le patatine fritte, ma anche per dare un’idea dell’atmosfera amichevole del Paese e dell’accoglienza calorosa dei suoi abitanti.

Qual è il messaggio principale che il Belgio vorrebbe trasmettere nel suo spazio espositivo?
Il percorso tematico e sensoriale offre al visitatore un’esperienza unica e gli permette di dare uno sguardo alla nostra competenza in ambito di produzione e lavorazione degli alimenti. In un modo interattivo, il visitatore diventa consapevole delle questioni collegate al Tema di Expo Milano 2015, come l’ecologia, l’utilizzo delle risorse del nostro Pianeta e le sfide legate all’intenso sviluppo urbano. Il visitatore sarà il testimone privilegiato dell’innovazione in questi diversi campi. Seguendo il modello della “Lobe City“, un’eccellente soluzione di pianificazione urbana, il nostro Padiglione appare come un laboratorio in scala reale.

Con quali strumenti comunicherete il Tema attraverso la vostra partecipazione a Expo Milano 2015?

Ci muoveremo su queste tre linee:

Attrarre: mostreremo un’immagine del Belgio e le sue diverse regioni, dando rilievo alla ricchezza della nostra industria alimentare. Evidenzieremo anche i legami storici tra le persone italiane e quelle belga presentando personaggi noti belgi di origine italiana.

Informare: andiamo verso il futuro nello spazio chiamato “The Cave”. In quest’area di innovazione saranno presentati gli esperimenti di produzione alimentare alternativa, come la coltura idroponica, aquaponica, le alghe, gli insetti insieme a modelli di sviluppo urbano sostenibile. Questa è la risposta del Belgio alle questioni collegate al Tema di Expo Milano 2015.
Affascinare: quando il visitatore entra finalmente nello spazio chiamato “Atrium” scopre davvero il Belgio al suo meglio. In questo mercato inondato di luce naturale si avrà la possibilità di assaggiare e gustare la grande varietà di prodotti tradizionali e innovativi, tra cui quelli coltivati nello spazio “The Cave”.

Ci può dire tre ragioni per visitare il Padiglione del Belgio?

Offriamo ad ogni visitatore un’esperienza veramente straordinaria per affrontare i temi più seri e decisivi sul cibo e l’equilibrio tra i nostri consumi e le risorse, in un contesto in cui tradizione, innovazione e creatività si incontrano in modo inaspettato. I visitatori potranno sperimentare le tecnologie di “avanguardia” nella produzione e nella sicurezza alimentare, ma anche degustare in un ambiente ospitale e accogliente i nostri prodotti tipici e le birre d’abbazia. Insomma, il visitatore avrà la possibilità di prendere parte al modo di vivere rilassato belga, attraverso la sua gastronomia, la sua tecnologia, la sua creatività, la sua audacia e – da non dimenticare – il suo stato d’animo vivace.

Ha un ricordo personale sull’Italia che vorrebbe condividere con noi?

Mi piace molto andare in Italia e uno dei ricordi più belli che ho è di aver fatto il produttore di vino per un giorno. Alcuni anni fa ho partecipato in Emilia Romagna ad un progetto per la produzione e creazione del nostro vino, dalla selezione delle uve, alla scelta del nome e con il metodo tradizionale della spremitura dell’uva con i piedi. È stata veramente un’esperienza fantastica e il vino era delizioso. Forse sarei potuto diventare un produttore vinicolo?

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PRESENTAZIONE DEL PADIGLIONE BELGA

Patrick Genard & Asociados in collaborazione con l’architetto Marc Belderbos et l’imprenditor Besix – Vanhou

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