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Amélie Nothomb

Amélie Nothomb nasce nel 1967 a Kobe, in Giappone, dove il padre, rampollo di un’antichissima e nobile famiglia belga, è diplomatico. Trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo i genitori nei loro continui cambiamenti di sede. Questi primi anni di vita sono raccontati da lei stessa in molti libri, soprattutto in Biografia della fame, una vera e propria autobiografia in cui parla dell’anoressia, dello straordinario rapporto simbiotico con la sorella, dei paesi dove ha vissuto. A 21 anni torna da adulta in Giappone, terra da lei incondizionatamente amata, e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori. Alla fine di questa devastante esperienza, rientra in Francia e propone il manoscritto di uno dei suoi romanzi a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Si tratta di Igiene dell’assassino, che esce il primo settembre del ’92 e conquista subito folle di lettori. Alcuni critici si rifiutano di credere che questo romanzo sia stato scritto da una esordiente di 25 anni. Come ha raccontato in numerose interviste (la rassegna stampa a lei dedicata è poderosa), scrive da quando aveva 17 anni e con assoluta regolarità, per almeno quattro ore al giorno, preferibilmente al mattino presto, dalle 4 alle 8, sollecitata da numerose tazze di tè nero fortissimo. A questo ritmo produce alcuni romanzi l’anno fra i quali sceglie quello da pubblicare, che esce regolarmente in Francia per la rentrée letteraria. Le sue leggendarie manie e abitudini ne hanno fatto in breve un personaggio riconosciuto e amato come una pop star: veste regolarmente di nero, al massimo con qualche tocco di rosso, indossa bizzarri e imponenti cappelli, non usa tecnologia e scrive a mano, su quaderni che porta sempre con sé. Ma soprattutto ha un’intelligenza e uno spirito acutissimi che rendono le sue (non frequenti) apparizioni televisive un piacere, come sanno anche gli spettatori italiani che l’hanno vista in Otto e mezzo intervistata da Giuliano Ferrara (2006), a Le invasioni barbariche (2007) intervistata da Daria Bignardi, a Parla con me intervistata da Serena Dandini, e recentemente intervistata nella trasmissione La Mala Educaxxxion sul tema “sesso e multiculturalità”. Digitando il nome di Amélie Nothomb su un motore di ricerca si ottengono più di due milioni di risultati. E su YouTube più di 100 filmati. Ha pubblicato fino a oggi 21 romanzi, e tutti e 21 sono stati tradotti e pubblicati in Italia da Voland, la casa editrice italiana a cui ha dichiarato molte volte in varie interviste di voler rimanere fedele. A sua volta Voland ha ceduto i diritti di alcuni suoi romanzi a Guanda, per farne dei tascabili. Nel 2011 Voland ha pubblicato nella sua nuova collana Superconomici i tascabili di Cosmetica del nemico e Diario di Rondine, e nel 2012 di Né di Eva né di Adamo. Secondo i dati forniti dalla casa editrice francese, Amélie Nothomb è tradotta in 45 paesi diversi e ha venduto nel mondo più di 2 milioni di libri, escluse le vendite in Francia. Per Causa di forza maggiore, uscito nel 2009, ha vinto in Francia il Grand Prix Jean Giono per l’insieme della sua opera ed è stata finalista in Italia al Premio SuperFlaiano 2008. Una forma di vita è stato selezionato per il Premio Goncourt 2010. Nel febbraio 2012 in tutte le librerie è uscito Uccidere il padre al prezzo straordinario di 9 €. A Natale 2012 invece è arrivato nelle librerie Maxi, raccolta di 5 romanzi di AmélieMetafisica dei tubi, Sabotaggio d’amore, Stupore e tremoriNé di Eva né di Adamo e Biografia della fame.
L’attore francese Daniel Auteuil ha fatto sapere di voler realizzare un film ispirato al libro Barbablù, uscito in Italia a febbraio 2013.
In Francia, come di consueto, a fine agosto 2013 è stato pubblicato il nuovo romanzo di Amélie NothombLa nostalgie heureuse, che nel giro di pochi giorni è balzato in vetta alle classiche di vendita. L’edizione italiana sarà pronta a febbraio 2014.
Attualmente la scrittrice vive tra Parigi e il Belgio.

Il delitto del Conte Neville

Nothomb Amélie
Delitto del conte Neville (Il)

traduzione di Monica Capuani

“Se non aveva mai commesso niente di indegno, non aveva neanche commesso niente di insigne.” 

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

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